Macchina ANSTI per test delle prestazioni di un erogatore subacqueo a 50 metri e 50 bar durante simulazione di respirazione
Macchina ANSTI per test delle prestazioni di un erogatore subacqueo a 50 metri e 50 bar durante simulazione di respirazione
Immagine di tre21

tre21

Revisione erogatori subacquei: perché la tua sicurezza dipende da un respiro perfetto

Sott’acqua non esistono scorciatoie. Ogni respiro passa da un oggetto meccanico che deve fare una cosa sola, farla sempre e farla bene: l’erogatore subacqueo.

Quando funziona, non ci fai caso. Quando non funziona, te ne accorgi nel peggior momento possibile.

È per questo motivo che la revisione degli erogatori subacquei non è una pratica opzionali, ma deve essere parte integrante dell’immersione consapevole.

Questo articolo nasce dall’esperienza diretta di assistenza su erogatori subacquei SCUBATEC, dalle campagne che tre21.com organizza sui social e dalle risposte raccolte presso gli utilizzatori finali, professionisti e sub ricreativi.

L’intento non è spaventare, semmai chiarire in maniera tecnica, alla luce di alcuni punti di vista emersi anche su forum e chat di settore.

Conoscenza e consapevolezza da sole non bastano. Insieme, diventano invece l’antidoto alla procrastinazione e alla superficialità.

Cos’è davvero la revisione di un erogatore subacqueo

La revisione di un erogatore subacqueo non è una “controllata veloce” né una semplice pulizia.

È un intervento tecnico completo e delicato che riporta l’erogatore alle condizioni di funzionamento previste dal produttore se condotto da mani esperte e competenti.

Il primo stadio, collegato alla bombola, riduce l’alta pressione dell’aria a una pressione intermedia stabile.

Il secondo stadio è quello che porti in bocca e che eroga aria o miscele respirabili solo quando inspiri.

Dentro ci sono molle, membrane, valvole, pistoni, pastiglie e o-ring che lavorano insieme, in equilibrio.

Parti metalliche di un erogatore subacqueo all'interno di un cestino, pronte per la manutenzione e revisione.

Durante una revisione fatta come si deve:

  • l’erogatore viene smontato completamente, utilizzando strumenti specifici che garantiscono l’integrità della struttura;
  • i componenti metallici vengono puliti all’interno di una vasca a ultrasuoni, per eliminare sale, calcare e residui invisibili;
  • vengono sostituiti o-ring, membrane e parti soggette a usura con ricambi originali SCUBATEC, previsti nel Service Kit ufficiale;
  • tutto viene rimontato seguendo le procedure ufficiali;
  • infine l’erogatore viene tarato e collaudato su banco prova.

Non è burocrazia tecnica. È controllo.

Come si presenta un erogatore subacqueo dopo un anno

Anche un erogatore usato poco, dopo un anno, può raccontare una storia diversa da quella che immagini:

  • o-ring che hanno perso elasticità;
  • residui di sale cristallizzato nelle sedi;
  • primi segni di corrosione sui metalli;
  • membrane più rigide, meno reattive;
  • orifizi ostruiti.

Da fuori spesso non si vede nulla. Da dentro, invece, l’erogatore inizia ad allontanarsi dalle sue condizioni ottimali.

Due erogatori subacquei mostrati in primo piano, evidenziando un oggetto con segni di usura e l'altro in condizioni migliori.

Contrariamente a quanto si pensa, l’uso degli erogatori in lago o in piscina può accelerare la contaminazione e l’usura interna.

In questi casi è consigliata una manutenzione più frequente rispetto all’uso in mare.

È qui che la manutenzione dell’erogatore subacqueo smette di sembrare un eccesso di prudenza.

I rischi reali di un erogatore subacqueo non revisionato

Un erogatore trascurato raramente “si rompe” di colpo. Molto più spesso degrada lentamente.

I problemi tipici sono:

  • auto-erogazione o free-flow, con consumo rapido del gas;
  • respirazione più dura del normale;
  • flusso instabile in profondità o in acqua fredda;
  • nei casi peggiori, blocco dell’erogazione (versione dowmstream).

Il punto critico è la falsa sicurezza. A secco tutto sembra funzionare. Sott’acqua, sotto sforzo, no.

Ogni quanto fare la revisione degli erogatori subacquei?

Le indicazioni dei produttori sono chiare: la revisione degli erogatori subacquei va effettuata ogni 100 immersioni, almeno.

Per chi s’immerge meno frequentemente, diciamo tra le 20 e le 50 immersioni all’anno, la revisione non deve comunque superare i 2 anni.

Il tempo conta. Gli elastomeri invecchiano, le guarnizioni si induriscono, anche se l’erogatore resta in borsa.

Due o-ring verdi e due pastiglie palesemente rovinate

In linea generale:

  • subacquei ricreativi: non oltre 2 anni;
  • subacquei molto attivi, istruttori e professionisti: ogni 100 immersioni.

Da un questionario che abbiamo proposto a un eterogeneo gruppo di subacquei, con diverse abilità ed esperienze, emerge una convinzione diffusa: “respira bene, quindi è a posto”.

È comprensibile, ma non è affidabile.

Perché affidarsi ad un tecnico specializzato SCUBATEC

L’idea del fai-da-te sugli erogatori è allettante. Peccato che funzioni solo fino a quando non serve davvero.

Dai dati di un nostro recente sondaggio emerge che una quota significativa di subacquei interviene autonomamente sulla revisione dei propri erogatori, mentre una parte dichiara di occuparsene solo in presenza di problemi evidenti.

Questo ci dice una cosa semplice: la manutenzione viene spesso percepita come una risposta al guasto, non come prevenzione.

I report ufficiali sulla sicurezza subacquea, come il DAN Annual Diving Report e il BSAC Annual Diving Incident Report, mostrano che i problemi di attrezzatura compaiono regolarmente nella descrizione degli incidenti, ma non sempre vengono riconosciuti in anticipo dal subacqueo come segnali critici.

Un erogatore subacqueo può sembrare funzionante in superficie o nelle prime fasi dell’immersione e manifestare anomalie solo sotto carico, in profondità o in condizioni di stress.

È esattamente qui che la manutenzione “a sensazione” mostra tutti i suoi limiti.

Un tecnico specializzato SCUBATEC non si limita a smontare e rimontare. Utilizza strumenti dedicati, ricambi originali e banchi di prova per verificare che l’erogatore sia entro specifica, non semplicemente “funzionante”.

La differenza è tutta lì. Tra “sembra andare” ed “è stato misurato, regolato e testato”.

I dubbi più comuni (e perché non reggono)

Dalle campagne di tre21 e dalle dichiarazioni raccolte tornano sempre le stesse frasi:

  • L’ho usato poco”: anche l’inattività rovina le guarnizioni.
  • Funziona bene”: i problemi interni non si sentono subito.
  • Costa troppo”: costa meno di gestire un problema sott’acqua.
  • Lo faccio da solo”: senza collaudo, è una scommessa.

Capirle è facile. Seguirle no.

Quanto dura una revisione e cosa aspettarsi

In genere una revisione richiede da uno a pochi giorni lavorativi. L’erogatore viene smontato, pulito, revisionato, tarato e collaudato prima della riconsegna.

Quando lo riprendi, sai esattamente in che condizioni stai respirando.

5 segnali che il tuo erogatore ha bisogno di assistenza

  • eroga aria da solo (auto erogazione);
  • respiri con più fatica;
  • senti fischi o vibrazioni durante la respirazione;
  • vedi bolle uscire dall’erogatore o dai punti di raccordo.

In questi casi, non è il momento di fare finta di niente.

Abbiamo preparato un articolo sul BLOG tre21 dedicato proprio ai segnali che non puoi ignorare.

E le fruste? Un capitolo a parte, non un dettaglio

In questo articolo ci siamo concentrati sugli erogatori subacquei e sulla loro revisione. Non perché le fruste siano meno importanti, ma per una ragione precisa: l’usura delle fruste merita un’analisi dedicata.

Vista ravvicinata di un erogatore subacqueo e manometro posizionati su un tavolo di legno.

Le fruste subacquee sono componenti soggetti a invecchiamento, stress meccanico, micro-lesioni e degradazione interna. Possono apparire integre all’esterno e fallire senza preavviso durante l’immersione. Non è un’ipotesi teorica, è una dinamica nota e documentata.

Proprio per questo, sul BLOG tre21 abbiamo affrontato l’argomento in modo approfondito in un articolo specifico: “Quando vanno sostituite le fruste subacquee?”, come riconoscere i segnali di usura e perché aspettare il guasto è sempre la scelta peggiore.

Frusta per erogatore subacqueo esplosa a causa del deterioramento del tubo interno per osmosi

Durante una revisione corretta dell’erogatore, le fruste non vengono considerate un accessorio secondario, ma parte integrante del sistema di respirazione. Ecco perché è sempre bene consegnarle al tecnico per la revisione insieme agli erogatori.

Ignorarle significa concentrarsi sul cuore del sistema e trascurare le arterie.

Se vuoi approfondire l’argomento e capire quando una frusta va sostituita, non “controllata”, trovi qui l’analisi completa:
👉 [Quando vanno sostituite le fruste subacquee]

Mini glossario, senza complicazioni

  • Primo stadio: abbassa la pressione dell’aria della bombola.
  • Secondo stadio: eroga aria quando inspiri.
  • Frusta: tubo che collega i componenti dell’erogatore.
  • Cracking effort: lo sforzo necessario per far partire l’erogazione.
  • WOB (Work of Breathing): il lavoro totale richiesto per inspirare ed espirare attraverso l’erogatore, espresso in joule per litro (J/L)

Conclusione

La revisione e la manutenzione degli erogatori subacquei non è un vezzo da maniaci dell’attrezzatura. È una scelta di lucidità.

Affidarsi a un centro autorizzato SCUBATEC significa togliere variabili inutili quando sei sott’acqua.

Prenotare la revisione richiede poco tempo. Gestire un problema in immersione molto di più

Un subacqueo di spalle indossa una maglietta con la scritta "SUB" e un cappello. L'immagine è in bianco e nero.

OT @tre21

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